La grafologia è una disciplina in grado di comprendere il carattere, le attitudini, la personalità di un individuo attraverso la scrittura. Sulla base di dati come lo stile, lo spazio tra lettere, parole e righe, dimensioni, è possibile tracciare il profilo della persona che ha scritto il testo e ricavarne i tratti essenziali della sua personalità.
La scrittura è uno strumento altamente personale poiché una volta appresa diventa un processo automatizzato, espressione di un ritmo grafico risultante dall'interazione individuale tra apprendimento motorio, sviluppo neurologico e maturazione intellettiva e affettiva.
La grafologia in quanto strumento di rilevazione della personalità individuale rappresenta un supporto di conoscenza per l'intervento educativo. Con la rilevazione di difficoltà, perturbazioni nella struttura ed evoluzione del gesto grafico, in particolare riferendoci ai c.d. "segnali di allarme" individuati da Ursula Avé Lallemant secondo i criteri di spazio, movimento, forma, tratto, è possibile intervenire con un progetto educativo e di rieducazione.
Favorendo lo sviluppo del grafismo si agisce contemporaneamente nella risoluzione di situazioni di insofferenza e disagio che lo accompagnano.
I "segnali di allarme" come insegna Allemant sono disturbi inerenti all'immagine grafica che pur lontani dall'essere "turbamenti psichici" evidenziano fenomeni passeggeri di sofferenza e disturbi che si presentano spesso nell'età evolutiva come espressione di malessere temporaneo.